home Vini, Storytelling, Socialità Olio d’oliva: l’oro italiano

Olio d’oliva: l’oro italiano

È incredibile come snaturare il territorio stia diventando sempre più normale, in ogni parte del mondo.
Se riesco a trovare una giustificazione nei paesi a caccia di riscatto economico, non lo posso giustificare per il nostro Bel paese.

Ma andiamo per ordine:
torno da poco dalla Cambogia, dove ho avuto modo di parlare con diversi piccoli imprenditori stranieri che hanno inseguito il sogno di aprire un “locale sulla spiaggia”
Così alla scoperta delle proposte più originali della costa meridionale cambogiana, mi sono imbattuta in molti -forse troppi- ristoratori, tra cui una marea di italiani.

Per cucinare si ingegnano: chi prepara gnocchi, chi risotto, chi il limoncello …

“La materia prima si trova” sono tutti concordi nell’affermare “ma l’olio è un problema”.

bruschetta olio pomodoro

Come? Cucina mediterranea senza olio d’oliva?
Incredibile eppure è così

L’alimento più antico e prezioso della terra, in Asia è sostituito da surrogati di origine cinese!

Mentre mi documento sulle difficoltà di esportazione dell’olio nel mondo (che non racconto per non annoiare), sulla sua storia e sulle capacità produttive della zona del veronese mi imbatto in questo articolo del Corriere di Verona, dove si denuncia la tendenza di abbattere ulivi secolari per far posto alle vigne…

Dalla Valpantena al lago di Garda si sfruttano le deroghe alle leggi per trasformare un territorio vario e diversificato in una monocultura.

La notizia mi mortifica, così decido di vederci chiaro e vado a correre in collina (ndr: in occasione della corrillasi, podistica amatoriale veronese… perché correre mi piace se non si fosse capito).
Lungo il percorso mi imbatto nell’Antico Frantoio Bonamini.
Le cose non capitano mai a caso, questo si sa. E per questo decido di approfondire la loro storia.

olio

In assoluta controtendenza, negli ultimi 3 anni questo frantoio ha trasformato un vigneto di 3,5 ettari adiacente in un oliveto moderno in grado di ospitare ben 4000 olivi. Lo ha chiamato Campo di Casa.

Un nome tradizionale, come tradizionali sono i valori che ancora animano il lavoro della famiglia Bonamini, anche se, le nuove generazioni, ammiccano al mercato internazionale con piacere. Oggi la capacità produttiva è di circa 250.000 bottiglie all’anno, di cui il 30% destinato al mercato estero.

Con il prodotto esportano l’amore per questa professione e la gratitudine per questo frutto.

olio bonamini frantoio

Da poco il frantoio ha aperto il museo dell’Olio Bonamini, in cui è bello immergersi per approfondire l’esperienza dell’olio non solo sotto il profilo organolettico, ma anche sul ciclo produttivo e sui benefici salutistici.

L’olio d’oliva infatti possiede un elevato contenuto di acido oleico che abbassa il colesterolo cattivo, prevenedo così le malattie cardiovascolari e riduce la formazioni di radicali liberi, quindi previene l’invecchiamento.

Anche per questo, forse, il frantoio ha una linea di cosmetica naturale.

Ora che il Parlamento europeo ha acconsentito l’importazione dalla Tunisia senza dazi di olio, come risponderanno i produttori italiani alla sfida?

Spero di poterne parlare con la famiglia Bonamini al prossimo Sol&Agrifood la rassegna internazionale dell’agroalimentare di qualità (Area C Stand A47) dal 10 al 13 Aprile 2016, a Verona in concomitanza di Vinitaly.

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