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dietro una curva improvvisamente il mare

Poca neve, niente brina, solo un ventaccio arrabbiato ha contraddistinto questo febbraio italiano.

Sarà colpa del Carnevale arrivato così precocemente o di un Sanremo senza troppi pettegolezzi, sta di fatto che il sole sembra essere tornato a splendere solo dopo l’arrivo della winebox Decantour di febbraio: la Liguria.

liguria

Di Liguri ne parla -male!- Dante nella Divina Commedia definendoli uomini diversi.

“Ah Genovesi, uomini diversi /… perchè non siete voi dal mondo spersi?”

Io – e Gianfranco Benzo a dire il vero – preferiamo definirli Eroi. Eroi per la capacità di coltivare con passione vigneti, strappati alla montagna con secolare laboriosità, che si dibattono tra un clima marittimo favorevole e un territorio impervio, avaro di terra. Eroi che sanno assecondare il territorio e il microclima per ricavare uve diverse da quote e altezze diverse.

E mi domando:
saranno stati questi paesaggi a ispirare i più grandi cantautori italiani?
Sarà un caso che Umberto Bindi, Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Joe Sentieri, Luigi Tenco, per citare solo i più noti, siano tutti figli di questa terra meravigliosa?
Sarà un caso che tutti siano accomunati da uno spirito asciutto e al tempo stesso sentimentale?

Di certo quest’animo nostalgico e fiero, attento più al contenuto che alla forma, si ritrova egregiamente nei vini di questa terra.

Soprattutto per questo, scoprire le winebox di febbraio è stato sorprendente:

rossese di dolceacqua   colli di luni

il Rossese di Dolceacqua, per esempio, il più memorabile vino rosso della Liguria, rispecchia le caratteristiche del terroir con il suo sapore minerale. E’ morbido e setoso, in bocca sa di frutta rossa e spezie, inconfondibile con il suo lungo retrogusto amarognolo.

Chissà se fu un bicchiere di questi ad ispirare le tristi ballate di De Andrè (Città Vecchia, per esempio)

O se saranno stati gli eccellenti Colli di Luni, un vino di recente acquisizione che migliora invecchiando fino a diventare prezioso?

E che dire dei bianchi?
Solo poche bottiglie per il Pigato Albium (Riviera Ligure di Ponente DOC) di Poggio dei Gorleri. Un vino molto interessante, affinato progressivamente in tonneaux, acciaio e infine in bottiglia.
Al bicchiere si presenta di un interessante colore giallo paglierino con marcati riflessi verdolini brillanti, con sensazioni olfattive molto fresche che racchiudono sentori di mare, minerali e iodati.
 Al palato emerge la componente morbida, con retrogusti di spezie dolci in contrasto con il contesto dominato dalla sapidità. Da assaggiare assolutamente con il pesce fresco. Di mare, ovvio.

vermentinoChiudo citandovi un vino biodinamico della cantina Selvadolce: il Vermentino VB1. Una sferzata di energia al primo sorso; ricorda la soddisfazione di una seduta di spinning in piscina, di quelle che tonificano ma non fanno sudare.

Sarà che sa di mare, quello che si scorge …” dietro una curva improvvisamente” della canzone di Ivano Fossati, sarà che ha tutto il fascino di una cantina ecologicamente corretta, ma il suo profilo evoluto e solare mi ha fatto venire voglia di riascoltare una vecchia canzone, scritta da un indimenticato e canuto uomo ligure dagli occhi buoni ….

(per conto di decantour.it)

4 thoughts on “dietro una curva improvvisamente il mare

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